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MUSEO DI SCIENZE

 

PRESEPE 2008

 

LE FOTO 82°

 

3° MEETING

 

ORTONA

 

FRANCAVILLA

 

TRABOCCHI

 

FOTO DELCARNEVALE

 

SLIDE MERCATINO

 

CRIPTA

 

 

Vasto - 30 Gennaio 2008right

in Abruzzo

 

VISITA   A  VASTO

Alle 9,30 del mattino si parte per Vasto, oggi c'è un pò di foschia e la giornata non è limpida come ieri. Prima fermata subito dopo Ortona a S. Giovanni Teatino per far visita da vicino, sulla banchina del porticciolo a due vecchi Trabocchi, li ricostruiti meticolosamente come gli originali e con gli stessi materiali di allora. Ripartiamo per Vasto dopo aver fatto delle foto ai trabocchi. Ariviamo a Vasto dal corso principale, sorpassiamo il castello e ci dirigiamo su in fondo, per fermarci nei pressi della balconata sul mare. Arriviamo nei pressi di una chiesetta dedicata a San Michele Arcangelo. Una chiesa di forma ottagonale che si apre sul piazzale rivolto verso il mare, proprio in vista del Gargano. L'edificazione della stessa fu intrapresa nel 1657, sembra risalire alla devozione al santo che in quegli anni aveva difeso la città dalla peste e dai terremoti. All'origine di questa tradizione sembrerebbe essere l'affermazione dell'Arcivescovo di Monte S. Angelo,

 

 

 

che dal santo stesso avrebbe avuto indicazioni sulla virtù preservatrice delle pietre benedette del santuario di S.Michele del gargano. I vastesi, procuratisi dunque una pietra del gargano, la murarono nella Porta di S. Maria ed intrapresero contemporaneamente la costruzione dell'edificio ecclesiastico dedicato a S. Michele, esigendo su un terreno donato a quello scopo precipuo da Francesco Crisci nel 1657. Il 19 marzo di quello stesso anno fu possibile benedire le fondamenta del sacto edificio, la cui prima pietra, posata dal vicario foraneo Carlo Ignazio De Vecchis, recava la croce e le lettere "SMA" riferite al titolo della chiesa. Nel 1660 lo stesso Vicario donò al tempio due pregevoli acquasantiere marmoree. La frana verificatai nel 1816 danneggiò seriamente la chiesa, che fu riparata a spese del Comune, e la crescente devozione dei cittadini per S. Michele fece sì che nel 1827 il santo fosse dichiarato patrono della città. Un'iscrizione posta sul portale d'ingresso ricorda come nel 1852 vennero eseguiti lavori di consolidamento ed ampliamento dell'edificio, e contemporaneamente lavori di arricchimento della scultura di S. Michele con le insegne in argento. La pavimentazione attuale è invece il risultato dell'intervento intrapreso nel 1887, come documentato da un'iscrizione sul pavimento. Nel 1906 i vastesi emigrati a New York donarono alla chiesa un organo. Al corpo centrale dell'edificio ad ottagono allungato, sono stati addossati il presbiterio, con il pregevole altare maggiore in legno dorato, e il porticato d'ingresso con quattro colonne. Prosegiamo, con le foto, sulla meravigliosa balconata che costeggia tutta la parte a mare della città. Risalendo nella piazza davanti alla chiesa mi sposto con la macchina fin nei pressi di una paizza con un monumento dedicato a Gabriele Rossetti nei cui pressi si può ammirare anche il Torrione di Bassano, del XV secolo. Facendo alcuni metri in una strada laterale si arriva nei pressi della cattedrale intitolata a Santa Maria con la sua meravigliosa porta in bronzo con dei meravigliosi bassorilievi, chiusa e pertanto non sono potuto entrare per fare le

 

 

 

mie fotografie. La chiesa è il risultato di una lunga e complessa vicenda costruttiva. La chiesa che appare al visitatore è di antiche origini ricostruita dopo le devastazioni del XVI e XVII secolo e ampliata nel 1785; la veste decorativa interna, con rigidi motivi geometrici a stucco, venne poi completata nel 1853. L'impianto tardobarocco è a tre navate con cupola e in fondo alla navata destra si può ammirare la preziosa Cappella della Spina ( io naturalmente non ho avuto, oggi, questa fortuna ). All'esterno, addossata alla facciata, è collocata l'imponente torre campanaria con la parte inferiore spartita da paraste con archetti ogivali su mensole. Ritornato sulla strada principale mi sono fermato nei pressi del castello, appena restaurato, per fare delle foto dall'esterno, in quanto il maniero era anch'esso chiuso. Sono quasi le 13 quando si riparte alla volta di Chieti dove abbiamo appuntamento a casa di mamma per il pranzo alle 14. Questa volta per fare in fretta prendiamo l'autostrada e in 40 minuti siamo all'uscita Pescara Ovest, praticamente a Chieti.

 

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Antonio@Enio

 
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Alle 9,30 del mattino si parte per Vasto, oggi c'è un pò di foschia e la giornata non è limpida come ieri. Prima fermata subito dopo Ortona a S. Giovanni Teatino per far visita da vicino, sulla banchina del porticciolo a due vecchi Trabocchi, li ricostruiti meticolosamente come gli originali e con gli stessi materiali di allora. Ripartiamo per Vasto dopo aver fatto delle foto ai trabocchi. Ariviamo a Vasto dal corso principale, sorpassiamo il castello e ci dirigiamo su in fondo, per fermarci nei pressi della balconata sul mare. Arriviamo nei pressi di una chiesetta dedicata a San Michele Arcangelo. Una chiesa di forma ottagonale che si apre sul piazzale rivolto verso il mare, proprio in vista del Gargano. L'edificazione della stessa fu intrapresa nel 1657, sembra risalire alla devozione al santo che in quegli anni aveva difeso la città dalla peste e dai terremoti. All'origine di questa tradizione sembrerebbe essere l'affermazione dell'Arcivescovo di Monte S. Angelo,

 

 

 

che dal santo stesso avrebbe avuto indicazioni sulla virtù preservatrice delle pietre benedette del santuario di S.Michele del gargano. I vastesi, procuratisi dunque una pietra del gargano, la murarono nella Porta di S. Maria ed intrapresero contemporaneamente la costruzione dell'edificio ecclesiastico dedicato a S. Michele, esigendo su un terreno donato a quello scopo precipuo da Francesco Crisci nel 1657. Il 19 marzo di quello stesso anno fu possibile benedire le fondamenta del sacto edificio, la cui prima pietra, posata dal vicario foraneo Carlo Ignazio De Vecchis, recava la croce e le lettere "SMA" riferite al titolo della chiesa. Nel 1660 lo stesso Vicario donò al tempio due pregevoli acquasantiere marmoree. La frana verificatai nel 1816 danneggiò seriamente la chiesa, che fu riparata a spese del Comune, e la crescente devozione dei cittadini per S. Michele fece sì che nel 1827 il santo fosse dichiarato patrono della città. Un'iscrizione posta sul portale d'ingresso ricorda come nel 1852 vennero eseguiti lavori di consolidamento ed ampliamento dell'edificio, e contemporaneamente lavori di arricchimento della scultura di S. Michele con le insegne in argento. La pavimentazione attuale è invece il risultato dell'intervento intrapreso nel 1887, come documentato da un'iscrizione sul pavimento. Nel 1906 i vastesi emigrati a New York donarono alla chiesa un organo. Al corpo centrale dell'edificio ad ottagono allungato, sono stati addossati il presbiterio, con il pregevole altare maggiore in legno dorato, e il porticato d'ingresso con quattro colonne. Prosegiamo, con le foto, sulla meravigliosa balconata che costeggia tutta la parte a mare della città. Risalendo nella piazza davanti alla chiesa mi sposto con la macchina fin nei pressi di una paizza con un monumento dedicato a Gabriele Rossetti nei cui pressi si può ammirare anche il Torrione di Bassano, del XV secolo. Facendo alcuni metri in una strada laterale si arriva nei pressi della cattedrale intitolata a Santa Maria con la sua meravigliosa porta in bronzo con dei meravigliosi bassorilievi, chiusa e pertanto non sono potuto entrare per fare le

 

 

 

mie fotografie. La chiesa è il risultato di una lunga e complessa vicenda costruttiva. La chiesa che appare al visitatore è di antiche origini ricostruita dopo le devastazioni del XVI e XVII secolo e ampliata nel 1785; la veste decorativa interna, con rigidi motivi geometrici a stucco, venne poi completata nel 1853. L'impianto tardobarocco è a tre navate con cupola e in fondo alla navata destra si può ammirare la preziosa Cappella della Spina ( io naturalmente non ho avuto, oggi, questa fortuna ). All'esterno, addossata alla facciata, è collocata l'imponente torre campanaria con la parte inferiore spartita da paraste con archetti ogivali su mensole. Ritornato sulla strada principale mi sono fermato nei pressi del castello, appena restaurato, per fare delle foto dall'esterno, in quanto il maniero era anch'esso chiuso. Sono quasi le 13 quando si riparte alla volta di Chieti dove abbiamo appuntamento a casa di mamma per il pranzo alle 14. Questa volta per fare in fretta prendiamo l'autostrada e in 40 minuti siamo all'uscita Pescara Ovest, praticamente a Chieti.

 

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