in
Abruzzo
VISITA A
VASTO
Alle 9,30 del
mattino si parte per Vasto, oggi c'è un pò di foschia e la giornata
non è limpida come ieri. Prima fermata subito dopo Ortona a S.
Giovanni Teatino per far visita da vicino, sulla banchina del
porticciolo a due vecchi Trabocchi, li ricostruiti meticolosamente
come gli originali e con gli stessi materiali di allora. Ripartiamo
per Vasto dopo aver fatto delle foto ai trabocchi. Ariviamo a Vasto
dal corso principale, sorpassiamo il castello e ci dirigiamo su in
fondo, per fermarci nei pressi della balconata sul mare. Arriviamo
nei pressi di una chiesetta dedicata a San Michele Arcangelo. Una
chiesa di forma ottagonale che si apre sul piazzale rivolto verso il
mare, proprio in vista del Gargano. L'edificazione della stessa fu
intrapresa nel 1657, sembra risalire alla devozione al santo che in
quegli anni aveva difeso la città dalla peste e dai terremoti.
All'origine di questa tradizione sembrerebbe essere l'affermazione
dell'Arcivescovo di Monte S. Angelo,

che dal santo
stesso avrebbe avuto indicazioni sulla virtù preservatrice delle
pietre benedette del santuario di S.Michele del gargano. I vastesi,
procuratisi dunque una pietra del gargano, la murarono nella Porta
di S. Maria ed intrapresero contemporaneamente la costruzione
dell'edificio ecclesiastico dedicato a S. Michele, esigendo su un
terreno donato a quello scopo precipuo da Francesco Crisci nel 1657.
Il 19 marzo di quello stesso anno fu possibile benedire le
fondamenta del sacto edificio, la cui prima pietra, posata dal
vicario foraneo Carlo Ignazio De Vecchis, recava la croce e le
lettere "SMA" riferite al titolo della chiesa. Nel 1660 lo stesso
Vicario donò al tempio due pregevoli acquasantiere marmoree. La
frana verificatai nel 1816 danneggiò seriamente la chiesa, che fu
riparata a spese del Comune, e la crescente devozione dei cittadini
per S. Michele fece sì che nel 1827 il santo fosse dichiarato
patrono della città. Un'iscrizione posta sul portale d'ingresso
ricorda come nel 1852 vennero eseguiti lavori di consolidamento ed
ampliamento dell'edificio, e contemporaneamente lavori di
arricchimento della scultura di S. Michele con le insegne in argento.
La pavimentazione attuale è invece il risultato dell'intervento
intrapreso nel 1887, come documentato da un'iscrizione sul pavimento.
Nel 1906 i vastesi emigrati a New York donarono alla chiesa un
organo. Al corpo centrale dell'edificio ad ottagono allungato, sono
stati addossati il presbiterio, con il pregevole altare maggiore in
legno dorato, e il porticato d'ingresso con quattro colonne.
Prosegiamo, con le foto, sulla meravigliosa balconata che costeggia
tutta la parte a mare della città. Risalendo nella piazza davanti
alla chiesa mi sposto con la macchina fin nei pressi di una paizza
con un monumento dedicato a Gabriele Rossetti nei cui pressi si può
ammirare anche il Torrione di Bassano, del XV secolo. Facendo alcuni
metri in una strada laterale si arriva nei pressi della cattedrale
intitolata a Santa Maria con la sua meravigliosa porta in bronzo con
dei meravigliosi bassorilievi, chiusa e pertanto non sono potuto
entrare per fare le

mie fotografie.
La chiesa è il risultato di una lunga e complessa vicenda
costruttiva. La chiesa che appare al visitatore è di antiche origini
ricostruita dopo le devastazioni del XVI e XVII secolo e ampliata
nel 1785; la veste decorativa interna, con rigidi motivi geometrici
a stucco, venne poi completata nel 1853. L'impianto tardobarocco è a
tre navate con cupola e in fondo alla navata destra si può ammirare
la preziosa Cappella della Spina ( io naturalmente non ho avuto,
oggi, questa fortuna ). All'esterno, addossata alla facciata, è
collocata l'imponente torre campanaria con la parte inferiore
spartita da paraste con archetti ogivali su mensole. Ritornato sulla
strada principale mi sono fermato nei pressi del castello, appena
restaurato, per fare delle foto dall'esterno, in quanto il maniero
era anch'esso chiuso. Sono quasi le 13 quando si riparte alla volta
di Chieti dove abbiamo appuntamento a casa di mamma per il pranzo
alle 14. Questa volta per fare in fretta prendiamo l'autostrada e in
40 minuti siamo all'uscita Pescara Ovest, praticamente a Chieti.

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