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MUSEO DI SCIENZE

 

PRESEPE 2008

 

LE FOTO 82°

 

FRANCAVILLA

 

3° MEETING

 

82° COMPLEANNO

 

TRABOCCHI

 

FOTO DELCARNEVALE

 

SLIDE MERCATINO

 

VASTO

 

CRIPTA

 

Ortona - 29 Gennaio 2008right

a Ortona

 

GIORNATA DEDICATA A VISITARE ORTONA

Alle 9 del mattino si parte per Ortona. La giornata è limpida e il cielo è azzurro vivo e percorrendo la costa dopo Francavilla in meno di un'ora siamo già in città. Dapprima facciamo una puntatina sul bellissimo lungomare da dove si ammira il porto sottostante. Andando in fondo al camminamento si arriva fino al castello in restauro, che viene da me fotografato dall'esterno. Ci fermiamo in un bar per fare colazione e poi ci portiamo sul corso principale, sulla piazza si affaccia la chiesetta della Trinita. Rapida visita al suo interno per scattare 
 

 

         Ortona vista dal Porto

alcune foto. Percorrendo la stradina che si diparte dalla piazza, nei pressi dell'ufficio postale ci fermiamo a comperare dei souvenir per arrivare poi davanti al meraviglioso portale dela chiesa di San Tommaso. La basilica deve l'intitolazione alla presenza delle reliqie dell'apostolo Tommaso, il santo che "voleva vedere per credere". Le spoglie furono traslate dall'isola di Scio e condotte nella cittadina abruzzese nel 1258 dal monarca Leone Acciaiuoli; da allora la stessa storia culturale di Ortona ha un preciso punto di riferimento nella cattedrale.La chiesa le cui origini affondano in un passato remoto che si confonde con preesistenze pagane, subì molteplici ricostruzioni nel corso del tempo nel 1125 in seguito a un tremendo terremoto ed ancora due anni dopo a causa della distruzione operata in città da Goffredo Normanno (in quest'ultima occasione il tempio fu dedicato a Maria Regina degli Angeli, o più semplicemente alla Madonna degli Angeli). Uno dei momenti più drammatici coincise con la devastante incursione turca del 1566 guidata da Pvali Pascià

che, muovendosi con 155 galee musulmane contro Venezia, provocò morte e distruzione lungo il litorale abruzzesee le nuova rovina della chiesa, ma ancora una volta l'attaccamento a S. Tommaso spinse gli ortonesi a promuovere una nuova e rapida ricostruzione, che fu in quel caso condotta dal'imprenditore milanese mastro Medina: in quella stessa occasione la chiesa fu elevata alla dignità di cattedrale. Nuovi rifacimenti furono attuati nel corso del XVII e XVIII secolo, fino a quello radicale resosi necessario in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, quando Ortona fu fronte di guerra fino al 1943, un maestoso porticato scandito da pilastri ottagonali si apriva sul lato della chiesa rivolto alla piazza ed accanto ad essa ancora sventrata la torre medievale realizzata da Mastro riccardo nel 125. Quasi nulla rimane oggi dell'originaria impostazione architettonica della chiesa di S.Tommaso, ricostruita praticamente ex novo fra il 1946 ed il 1949, quando fu riconsacrata e nuovamente aperta al culto. L'intervento moderno, condotto dall'architetto romano Drisaldi, ha conferito una certa monumentalità allo spazio interno, che si dilata nelle cappelle poste ai lati della grande nave centrale e nella maestosità del presbiterio, rialzato e coperto dalla cupola. In seguito con lavori curati dall'architetto aquilano cortelli, furono ricostruiti il campanile e le facciate in cotto e furono riassemblati il portale laterale ( in asse con l'altare maggiore) ed il bellissimo portale marmoreo dell'ingresso principale. quest'ultimo, realizzato nel 1311 dallo scultore ortonese Nicola

 

 

 Mancino rappresenta ancor oggi uno degli aspetti salienti della chiesa a cui introduce con l'elegante strombatura e la sua raffinata plastica architettonica, la cui ricchezza decorativa influenzò molti portali chietini del XVI secolo. La sottostante criptache custodisce le reliquie del santo, coperta da un coreografico sistema di travi a raggiera, fu invece realizzata nel 1969. merita infine di essere menzionato il Museo Diocesano della cattedrle sottratto alla spoliazione piratesche ed alla distruzione della Seconda Guerra Mondiale, il cospicuo ed eterogeneo corpus di opere è costituito da dipinti, argenterie, paramenti sacri, ceramiche e reperti antichi e medievali. Aperto al pubblico nel 1980 proprio in occasione della festa del "Perdono" ( la celebrazione dell'apostolo Tommaso), il Museo è disposto nelle tre sale che scandiscono il fianco sinistro della chiesa dove in origine si trovavano le Cappelle del Rosario, del Battistero e di S.cristoforo. Tra i significativi capolavori raccolti nel Museo si può ricordare il dipinto settecentesco di Scuola Napoletana raffigurante lo Sposalizio mistico di S.Caterina e la Tavola Quattrocentesca del Volto Santo e la leggenda del giullare, Giànella cappella del salvatore della chiesa.
 

 

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Antonio@Enio

 
ortona

 

 

 

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Alle 9 del mattino si parte per Ortona. La giornata è limpida e il cielo è azzurro vivo e percorrendo la costa dopo Francavilla in meno di un'ora siamo già in città. Dapprima facciamo una puntatina sul bellissimo lungomare da dove si ammira il porto sottostante. Andando in fondo al camminamento si arriva fino al castello in restauro, che viene da me fotografato dall'esterno. Ci fermiamo in un bar per fare colazione e poi ci portiamo sul corso principale, sulla piazza si affaccia la chiesetta della Trinita. Rapida visita al suo interno per scattare 
 

 

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alcune foto. Percorrendo la stradina che si diparte dalla piazza, nei pressi dell'ufficio postale ci fermiamo a comperare dei souvenir per arrivare poi davanti al meraviglioso portale dela chiesa di San Tommaso. La basilica deve l'intitolazione alla presenza delle reliqie dell'apostolo Tommaso, il santo che "voleva vedere per credere". Le spoglie furono traslate dall'isola di Scio e condotte nella cittadina abruzzese nel 1258 dal monarca Leone Acciaiuoli; da allora la stessa storia culturale di Ortona ha un preciso punto di riferimento nella cattedrale.La chiesa le cui origini affondano in un passato remoto che si confonde con preesistenze pagane, subì molteplici ricostruzioni nel corso del tempo nel 1125 in seguito a un tremendo terremoto ed ancora due anni dopo a causa della distruzione operata in città da Goffredo Normanno (in quest'ultima occasione il tempio fu dedicato a Maria Regina degli Angeli, o più semplicemente alla Madonna degli Angeli). Uno dei momenti più drammatici coincise con la devastante incursione turca del 1566 guidata da Pvali Pascià

che, muovendosi con 155 galee musulmane contro Venezia, provocò morte e distruzione lungo il litorale abruzzesee le nuova rovina della chiesa, ma ancora una volta l'attaccamento a S. Tommaso spinse gli ortonesi a promuovere una nuova e rapida ricostruzione, che fu in quel caso condotta dal'imprenditore milanese mastro Medina: in quella stessa occasione la chiesa fu elevata alla dignità di cattedrale. Nuovi rifacimenti furono attuati nel corso del XVII e XVIII secolo, fino a quello radicale resosi necessario in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, quando Ortona fu fronte di guerra fino al 1943, un maestoso porticato scandito da pilastri ottagonali si apriva sul lato della chiesa rivolto alla piazza ed accanto ad essa ancora sventrata la torre medievale realizzata da Mastro riccardo nel 125. Quasi nulla rimane oggi dell'originaria impostazione architettonica della chiesa di S.Tommaso, ricostruita praticamente ex novo fra il 1946 ed il 1949, quando fu riconsacrata e nuovamente aperta al culto. L'intervento moderno, condotto dall'architetto romano Drisaldi, ha conferito una certa monumentalità allo spazio interno, che si dilata nelle cappelle poste ai lati della grande nave centrale e nella maestosità del presbiterio, rialzato e coperto dalla cupola. In seguito con lavori curati dall'architetto aquilano cortelli, furono ricostruiti il campanile e le facciate in cotto e furono riassemblati il portale laterale ( in asse con l'altare maggiore) ed il bellissimo portale marmoreo dell'ingresso principale. quest'ultimo, realizzato nel 1311 dallo scultore ortonese Nicola

 

 

 Mancino rappresenta ancor oggi uno degli aspetti salienti della chiesa a cui introduce con l'elegante strombatura e la sua raffinata plastica architettonica, la cui ricchezza decorativa influenzò molti portali chietini del XVI secolo. La sottostante criptache custodisce le reliquie del santo, coperta da un coreografico sistema di travi a raggiera, fu invece realizzata nel 1969. merita infine di essere menzionato il Museo Diocesano della cattedrle sottratto alla spoliazione piratesche ed alla distruzione della Seconda Guerra Mondiale, il cospicuo ed eterogeneo corpus di opere è costituito da dipinti, argenterie, paramenti sacri, ceramiche e reperti antichi e medievali. Aperto al pubblico nel 1980 proprio in occasione della festa del "Perdono" ( la celebrazione dell'apostolo Tommaso), il Museo è disposto nelle tre sale che scandiscono il fianco sinistro della chiesa dove in origine si trovavano le Cappelle del Rosario, del Battistero e di S.cristoforo. Tra i significativi capolavori raccolti nel Museo si può ricordare il dipinto settecentesco di Scuola Napoletana raffigurante lo Sposalizio mistico di S.Caterina e la Tavola Quattrocentesca del Volto Santo e la leggenda del giullare, Giànella cappella del salvatore della chiesa.
 

 

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